Pincherle Bruno

Identifier
san.cat.complArch.93085
Language of Description
Italian
Level of Description
Other
Source
EHRI Partner

Abstract

Il fondo Bruno Pincherle è stato versato da Laura Safred, sua titolare, nel 1998. Le carte sono in originale, e sono acquisite dall'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia. Accessibile alla consultazione degli studiosi, il fondo non è stato oggetto di specifiche pubblicazioni di fonti, ma è stato utilizzato per studi, ricerche e tesi di laurea. Si presenta in stato di buona conservazione, composto da 163 fascicoli raccolti in 28 buste e articolato nelle cinque serie "Attività politica" - a sua volta suddivisa nelle sei sottoserie "Consiglio di Zona e PdA", "Psi", "Psiup", "Consigliere comunale a Trieste", "Stampa", "Fiap" - "Attività professionale e vita privata", "Vertenze giudiziarie", "Studi stendhaliani", "Provenienze diverse". I materiali che lo compongono - per lo più atti, documenti, lettere, disegni, fotografie, giornali, opuscoli, che documentano l'attività politica e culturale di Bruno Pincherle - sono archiviati secondo un ordinamento che mantiene la loro originaria suddivisione e organizzazione in fascicoli tematici, leggibile nonostante i vari movimenti e il parziale smembramento che ha interessato l'intero corpo archivistico alla morte del produttore. Gli eredi, infatti, hanno donato la documentaziome riferibile all'attività professionale di Bruno Pincherle alla Biblioteca della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli studi di Trieste, hanno versato la ricca bibliografia su Stendhal alla Biblioteca comunale di Palazzo Sormani di Milano e hanno ceduto la preziosa biblioteca antiquaria a collezionisti. Nato a Trieste il 17 marzo 1903 - e morto il 5 aprile 1969 nella stessa città - Bruno Pincherle ha esercitato la professione di medico pediatra. La sua attività antifascista iniziò nel 1923 a Firenze, allorché fu tra i promotori dell'Unione goliardica per la libertà e tra i diffusori del foglio clandestino "Non mollare". Arrestato dall'Ovra nel 1928 a Genova assieme al gruppo della Giovane Italia e sottoposto ad istruttoria dal Tribunale speciale, venne proposto per l'ammonizione ed escluso dagli istituti scientifici e medici italiani. Trasferitosi a Vienna, aderì a Giustizia e libertà prima del rientro a Trieste nel 1930. Arrestato nuovamente nel 1940, subì l'internamento nei campi di concentramento di Campagna nel Salernitano e di Badia nelle Marche. Entrato in contatto con Ferruccio Parri, Ugo La Malfa e Aldo Capitini fin dal 1941, nel 1943 entrò nel Partito d'Azione, dirigendo a Roma il foglio "L'Italia libera". Nel dopoguerra la sua attività politica iniziò con la partecipazione al Consiglio di zona della Zona di Trieste - ovvero l'ente amministrativo civile, attivo dal settembre 1945 al luglio 1948, chiamato a sostituire i precedenti presidi delle province e rettorati provinciali, i cui membri erano nominati dal Governo militare alleato - e dal 1956 si esplicò anche al Consiglio comunale di Trieste. Abbandonato alla fine del 1945 il Partito d'Azione e avvicinatosi alle posizioni socialiste, nel 1948 promosse a Trieste la costituzione di una Federazione autonoma del Psi, uscendo tuttavia da quel partito alla fine del 1949. Candidato come indipendente nelle liste socialiste per l'elezione del Consiglio comunale di Trieste nel 1952, dal 1954 partecipò al movimento di Unità popolare, ricoprendo la carica di segretario della Federazione triestina sino alla sua confluenza nel Psi, nel 1957. Membro del Comitato centrale del Psi, fu infine tra i promotori del Psiup nel gennaio 1964. Bibliofilo e critico di Stendhal, ebbe un rapporto tormentato con la fede religiosa e l'identità ebraica e fu un acceso critico degli eccessi nazionalistici italiani e sloveni.

Extent and Medium

Buste: 29 Fascicoli: 163